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 Certamen Ciceronianum Arpinas


 

30ª edizione  (7 - 9 maggio 2010)
 

Enrico Grenga di Latina vince il 30° Certamen Ciceronianum Arpinas   (9/5/2010)

Al Certamen 2010 meglio di tutti: Enrico Grenga del liceo classico Dante Alighieri di Latina.  Ha tradotto, interpretato e commentato al meglio il brano di Cicerone tratto dalle Verrine e si è aggiudicato così l’alloro del vincitore di questa 30ª edizione del Certamen Ciceronianum Arpinas che ha visto sfidarsi sull’arena della lingua latina, in quel di Arpino, 440 giovani latinisti di mezza Europa.  Tutti bravi, tutti meritevoli, perché selezionati in partenza, ma si sa i certamen, le sfide, sono tali perché impongono una classifica, una graduatoria.  Ed ecco allora nell’ordine, dopo Enrico Grenga, al secondo posto: Giovanna Tesio, dell’Istituto d’istruzione superiore “Baldessano-Roccati” di Carmagnola (TO);  al terzo: Giulia Morabito, del liceo classico “Augusto” di Roma; al quarto: Benedikt Galla, del “Quirinus Gymnasium” di Neuss, Germania; al quinto: Domenic Schaefer, del “Platen Gymnasium” di Ansbach, Germania.  Seguono altri cinque concorrenti, di cui una ragazza svizzera e una rumena, fino al decimo posto, più quattro meritevoli di segnalazione. Complessivamente ancora una volta le ragazze si confermano più brave dei ragazzi nella padronanza di Cicerone. L’anno scorso al Certamen vinse Ilaria De Regis di Cinisello Balsamo, seguita da altre due ragazze.  Quest’anno in totale sono otto le ragazze premiate.
 


Certamenista o certaminista?
                                                              
(7/5/2010)

La gentile Dora Ignesti ci scrive per chiederci se si dice certamenista o certaminista e quale dei due è più corretto.  La sua domanda viene dal fatto di aver riscontrato nella nostra precedente nota (vedi) entrambe le grafie e anche di aver visto scritto nel sito del Certamen Ciceronianum Arpinas  «l’arrivo dei certaministi».   Premesso che il termine è un neologismo, osserviamo che la risposta era in un certo qual modo data nella nota precedente.  In italiano, registrata dai vocabolari, c’è la forma antica certamine (per certame) e dunque, tranquillamente e correttamente, il termine derivato è certaminista.  Chi, come base di partenza, volesse invece prendere il latino certamen, dica pure, e scriva, certamenista per designare il concorrente, il partecipante appunto al certamen.
 

Verre al Certamen                                                                               (7/5/2010) 

Era tratto dalla seconda orazione Ad Verrem il brano di Cicerone che i 440 concorrenti al Certamen Ciceronianum Arpinas hanno dovuto tradurre e anche brevemente commentare. Ha preso così avvio questa mattina ad Arpino la 30ª edizione della gara internazionale di latino. Ora la parola passa alla giuria che dovrà valutare tutti gli elaborati e stilare la graduatoria dei vincitori.  Anzi, a essere precisi, prima dei giurati ci pensano i docenti di lingue dell’Istituto Orientale di Napoli a volgere in italiano le traduzioni dei 190 concorrenti stranieri che, ovviamente, hanno tradotto Cicerone nella loro madrelingua.  Sabato riservato agli incontri culturali e alle visite di località d’interesse storico, tra le quali non poteva mancare Formia (Latina) dove Cicerone trovò la morte raggiunto sull’Appia dai sicari di Marco Antonio.  Domenica 9  la premiazione.
 

Se il Certamen fa politica. Chi trova analogie col “generale” Verre?       (7/5/2010)
 

Non vorremo sbagliare, ma la scelta del brano di Cicerone da tradurre, sembra dettata da chi ha voluto vedervi, e proporre (nel posto sbagliato, però), un nemmeno troppo velato riferimento a vicende della politica attuale. Cicerone, in sostanza, si domanda, e domanda ai giudici, in qual modo potrà sostenere l’accusa contro Verre (accusato di malversazione), visto che costui, «sia pure un ladro, sia pure un sacrilego, sia pure maestro di tutti crimini e di tutti i vizi», è considerato tuttavia «un valente generale, un fortunato e dunque deve essere salvaguardato per i momenti critici dello Stato». È un’accusa anche contro i difensori di Verre, i quali hanno adottato questa linea di difesa (l’impunibilità dell’imputato per i suoi meriti in campo militare), tanto che Cicerone osserva: «A tutti i miei attacchi si oppone infatti come una specie di muro la sua fama di valente generale. Non posso nasconderlo, giudici: temo che Gaio Verre proprio a causa di questo singolare talento in campo militare tutto quello che ha fatto lo abbia fatto impunemente».
Sostituite il generale Verre con altro personaggio e chi vuol trovare analogie le trovi. 
 

 

Il certamenista                                                                                    (4/5/2010) 

Chi è costui?  Il partecipante a un certamen, come potrebbe essere il  Certamem Ciceronianum Arpinas (vedi) da i cui organizzatori è nata la parola.  Tra i tanti neologismi sfornati quotidianamente, certamenista ha almeno i crismi del latino per essere accettato nel vocabolario italiano. Anzi, ricordiamo che i vocabolari della lingua italiana, oltre a registrare certame (appunto da certāmen) registrano la variante arcaica certamine da cui certaminista parrebbe derivare.  Italiano e latino, dunque, come ottima base di partenza.  Intendiamoci:  non che del certaminista se ne senta il bisogno, ma se parole nuove devono entrare nel Vocabolario che almeno abbiano un minimo di fondamento.

 

30ª edizione


Il Certamen chiama liceali da tutta Europa nella terra di Cicerone
            (30/4/2010)

Saranno in più di 600, tra studenti e docenti accompagnatori, i partecipanti alla 30ª edizione del Certamen Ciceronianum Arpinas, la gara internazionale di traduzione dal latino in programma dal 7 al 9 maggio ad Arpino, la cittadina del Frusinate dove ebbe i natali Marco Tullio Cicerone.  I concorrenti provengono da tutta Italia e da altre 17 nazioni europee: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Macedonia, Montenegro, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Serbia, Spagna, Svizzera, Ungheria. Tutti studenti dell’ultimo anno dei licei classici, con netta prevalenza delle ragazze.  Si cimenteranno nella traduzione di un brano di Cicerone che poi dovranno anche commentare in chiave critica. Di contorno alla manifestazione – nata 30 anni fa dall’idea del professor Ugo Quadrini (1920-1994), allora preside del liceo “Tulliano di Arpino  – numerosi appuntamenti culturali: il 3° Simposio ciceroniano sul tema “Manoscritti e lettori di Cicerone tra Medioevo e Umanesimo”, l’omaggio allo scrittore e poeta Giuseppe Bonaviri, la conferenza su “La poesia contemporanea in Irlanda e la poetica di Desmond Egan”, mostre, concerti, visite guidate a località di interesse storico tra le quali, sabato 8 maggio, l’Abbazia di Montecassino.  La premiazione dei vincitori, domenica 9 maggio, coram populo, nella piazza del Municipio di Arpino.
 

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La 29
ª edizione
 (2009)
 

Scrive Ilaria, la vincitrice del Certamen                                                  (22/5/2009)  

Grazie al sito www.ciociariaturismo.it, che ha avuto la cortesia di trasmettercela, siamo venuti a conoscenza della lettera che Ilaria De Regis, la ragazza vincitrice del Certamen Ciceronianum Arpinas di quest’anno, ha inviato agli organizzatori della manifestazione.  La pubblichiamo, in conclusione delle note dedicate al Certamen 2009, perché la lettera di Ilaria ci sembra la migliore testimonianza di quella gioventù positiva, sana, studiosa, che ogni anno si dà appuntamento ad Arpino per sfidarsi pacificamente all’insegna della lingua latina, sotto lo sguardo di Cicerone. Traspaiono dalla lettera quelli che una volta, con locuzione un po’ retorica e abusata, si chiamavano buoni sentimenti.  Ma di buoni sentimenti oggi abbiamo disperato bisogno, quando sembra che dalla cronaca quotidiana ci arrivino solo cattivi sentimenti.  Testimonianze come questa di Ilaria servono a non far venir meno quella fiducia che, sempre, si dovrebbe dare ai giovani e a far sperare che essi, nonostante tutto, siano portatori di un mondo migliore.
 

Sono arrivata ad Arpino ben consapevole del prestigio della manifestazione... eppure le attenzioni e i festeggiamenti che mi hanno sorpreso al ritorno hanno superato tutte le mie aspettative. Non posso che esprimere una profonda gratitudine a tutte le persone che, in qualsiasi modo, danno linfa e vita a questo progetto, tenendolo caldo con la loro passione.  Credo di potervi ringraziare anche a nome di tutti gli studenti che avete accolto in questi giorni. Abbiamo respirato un’atmosfera rara di cultura e umanità. Spero non terminiate mai di concedere a noi ragazzi questa opportunità. Il suo valore formativo è al di sopra di ogni discussione.
Ci tenevo inoltre a ringraziare con particolare affetto i genitori e la sorella di Giulia Carnevale. Sul palco non ho potuto farlo in modo adeguato. La consegna della borsa di studio intitolata a Giulia è stato per me il momento più toccante di tutta la premiazione. Desidero che la sua famiglia sappia quanto sono onorata di questo dono. Mi sento investita di una sorta di responsabilità: quella di proseguire, nella mia vita, quell’impegno culturale ed educativo che lei portava avanti, di tenere vivi quei sentimenti di altruismo, sensibilità e calore che Giulia, da quanto ho potuto scoprire, possedeva. Sono anch’io una giovane studentessa ed una giovane educatrice: spero che un po’ dell’esistenza luminosa di Giulia possa proseguire nella mia.

                                                  
                                                               Ilaria De Regis

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Ilaria vince il Certamen                                                                        (17/5/2009) 

È Ilaria De Regis, del liceo classico Giulio Casiraghi di Cinisello Balsamo (Milano), la più brava in latino di tutta Europa.  La sua traduzione del brano di Cicerone tratto dalle Tusculanae disputationes  è stata giudicata la migliore – per fedeltà allo spirito originale, scelta dei vocaboli e interpretazione – tra quelle dei 563 partecipanti all’edizione 29 del Certamen Ciceronianum Arpinas.  Alla vincitrice va, tra l’altro, il premio speciale (una borsa di studio) istituito quest’anno in memoria di Giulia Carnevale, la ragazza di Arpino studentessa alla facoltà di Architettura dell’Aquila, deceduta sotto le macerie del terremoto. Ancora una volta, in fatto di latino, le ragazze si confermano più brave dei ragazzi.  Al secondo posto si è classificata Chiara Mancini, del liceo classico Giulio Cesare di Roma, al terzo Giulia Virgilio, del liceo classico Torquato Tasso di Roma.  Anche lo scorso anno il Certamen di Arpino registrò una vincitrice, Alice Parialò di Messina.
 



Il Certamen 29 ricorda Giulia Carnevale
                                               
(5/5/2009)

Una “novità” nel Certamen Ciceronianum Arpinas di quest’anno, legata purtroppo alla dolorosa vicenda del terremoto in Abruzzo.  Al primo classificato della competizione, in programma dal 15 al 17 maggio nella cittadina natale di Cicerone, andrà un premio speciale, una borsa di studio in memoria di Giulia Carnevale, la ragazza di Arpino studentessa alla facoltà di Architettura dell’Aquila, deceduta sotto le macerie nella tragica notte del 6 aprile.
 

In 560 per il Certamen 29 di Cicerone                                                  (1/5/2009)

Puntuale a maggio di ogni anno – e ormai sono 29 – arriva la smentita per i menagramo che da tempo vanno recitando il de profundis alla lingua latina.  La smentita, corale, è data dai 560 concorrenti (tanti sono quest’anno) iscritti alla 29ª edizione del Certamen Ciceronianum Arpinas, la gara internazionale di traduzione dal latino in programma dal 15 al 17 maggio ad Arpino, la cittadina del Frusinate dove ebbe i natali Marco Tullio Cicerone.  In 560, pronti a sfidarsi nella versione di un brano di Cicerone: tutti studenti dell’ultimo anno dei licei classici, con le ragazze in netta maggioranza (343), provenienti da Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Romania, Serbia, Spagna, Svizzera, Ungheria.  Un esercito di giovani latinisti, sicuramente i più bravi in latino di tutta Europa, perché per partecipare al Certamen occorre superare severe prove di selezione nelle rispettive scuole di appartenenza.  I docenti accompagnatori sono 218.


 

La 28ª edizione  (2008)


Alice vince il Certamen
                                                                          (11/5/2008)

È Alice Parialò, del liceo classico “Maurolico” di Messina, la più brava in latino di tutta Europa.  Si è piazzata al primo posto nella 28ª edizione del Certamen Ciceronianum Arpinas. Al secondo posto una ragazza di Torino, Marta Cumino. Al terzo Pietro D’Agostino, di Cittadella (Padova). Al quarto un liceale tedesco, Matthias Meier, di Straubing.  Seguono nell’ordine Silvia Muccio di Castellammare di Stabia, Antonio Stefano Sembiante di Napoli, Federico Dettori di Cinisello Balsamo (Milano), Kleoniki Rizou di Kiel (Germania), Christine Hecker di Monaco (Germania), Yannick Anné di Antwerpen (Belgio).  Altre tre concorrenti straniere (dal Belgio, dalla Polonia, dalla Romania) e un concorrente italiano di Rimini hanno avuto la menzione speciale. Quest’anno il brano di Cicerone era tratto dall’orazione Pro Sexto Roscio Amerino. La versione di Alice Parialò è stata giudicata la migliore, per forma e fedeltà allo spirito originale, dalla giuria presieduta da Piergiorgio Parroni, ordinario di Letteratura latina all’università “La Sapienza” di Roma.  Al di là della graduatoria finale va detto che tutti i partecipanti meriterebbero l’onore della citazione e, ancor più, di essere premiati come vincitori.  Perché al Certamen arrivano solo i più bravi e le più brave (anzi le ragazze superano spesso i ragazzi, non solo numericamente). E il fatto che un così gran numero di giovani appassionati della lingua di Cicerone arrivi da tante nazioni straniere, oltre che dall’Italia, dovrebbe far riflettere quanti nel nostro Paese liquidano il latino come materia inutile o sorpassata.

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La 27
ª edizione


Il vincitore, ma tutti vincitori, del Certamen di Cicerone
                           
(13/5/2007)

Tutti promossi latinisti i 550 liceali (tanti erano alla conta finale) scesi in campo per conquistare l’alloro del 27° Certamen Ciceronianum Arpinas. La sola partecipazione alla prestigiosa “sfida” di Cicerone è già un titolo di merito. Però, senza una graduatoria compilata da una severa giuria, che certamen sarebbe?  Ecco allora i primi dieci. Il vincitore, Roberto Tonelli, del liceo “Muratori” di Modena”: la sua traduzione è stata giudicata la migliore per fedeltà allo spirito originale e interpretazione. Al secondo posto Julian Schreyer, dell’“Albertus Magnus Gymnasium” di Regensburg (Germania); al terzo Valdo Beretti, del liceo “Repetti” di Marina di Carrara. Seguono in ordine: Francesco Guzzetti del liceo “Manzoni” di Lecco, Cesare Goretta del liceo “Costa” di La Spezia, Alexander Winkler del “Gymnasium Leopoldinum” di Passau (Germania), Alessandro Tazzini del liceo “Romagnosi” di Parma, Riccardo Castagnoli del liceo “Galilei” di Voghera (PV), Martina Gerbino del liceo “Pietrobono” di Alatri (FR), Gianmaria Lauro del liceo “Scotti - Einstein” di Ischia (NA). Altri cinque concorrenti (di cui quattro stranieri) sono stati meritevoli di menzione.  Il brano da tradurre, come al solito scelto con criteri d’attualità, riguardava i doveri del giudice saggio: Sapientis iudicis officia, tratto dall’orazione “Pro Cluentio”.
Ma, al di là delle classifiche, Cicerone può andare soddisfatto. Cinquecentocinquanta ragazzi più 200 docenti accompagnatori convenuti da tutta Europa per onorarlo nella sua terra d’origine e confrontarsi sulle sue opere, rappresentano uno di quegli “eventi” (con parola oggi abusata) che aprono la mente e il cuore su un mondo, una scuola, una gioventù migliori di quanto alle apparenze si possa pensare. Peccato che di tali eventi molti non se ne accorgano. O fanno finta di non accorgersi.

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