|
|||||||||||
|
L’araba penice
La penice? Che ci sia Penìce e maóna (il primo dal francese, il secondo dal turco) sono due termini che indicano due imbarcazioni simili, di solito a forma di chiatta, usate nei porti per caricare o scaricare le merci dalle navi o per brevi trasporti all’interno delle rade.
Buongustaio
Di pollo arrosto è così ghiotto Il pillotto (o pilotto) è un mestolino con beccuccio che serve a versare sull’arrosto il grasso di cottura colato in quella specie di vaschetta (chiamata ghiotta o leccarda) posta sotto lo spiedo. Per indicare questa operazione c’è il verbo pillottare, anche nel significato di lardellare, ossia farcire la carne da cuocere con fettine di lardo.
Marinaio esperto Bratto, e in particolare la locuzione a bratto, indica un modo di vogare con un remo solo, posto a poppa dell’imbarcazione e manovrato alternativamente a destra e a sinistra. Si parla anche di remo da bratto. È una voce napoletana (secondo alcuni vocabolari).
Quesito atomico La fisica nucleare non c’entra nulla. Il quercitrone è un albero originario dell’America settentrionale dalla cui corteccia si ricava una sostanza di colore giallo usata per tingere i tessuti. Dall’inglese quercitron, composto del latino quĕrcus “quercia” e dell’inglese citron “cedro”.
Zio premuroso La guastada è una caraffa. Il nome, un po’ antiquato, viene dal latino parlato, dove significava “vaso panciuto”. Una “guastada di tocai” è dunque una caraffa di questo vino friulano. La brovada (friulano brovàde) è una «preparazione gastronomica tipica del Friuli-Venezia Giulia, a base di rape affettate e macerate in un bagno di vinacce, utilizzata specialmente come contorno o in minestre». Registra il termine Zingarelli, da cui è tratta la definizione.
Dati
Il termime datismo non è un
neologismo. Sta a indicare l’errore (o l’insieme di improprietà e di
errori) in cui incorre chi parla una lingua straniera senza conoscerla
bene. Dal greco datismós, derivato di Dâtis, “Dati”, nome
di un generale persiano che si vantava, a torto, di parlare la lingua
greca. Significa anche la ripetizione inutile di sinonimi durante il
discorso.
Cos’è la torèutica?
Elementare, La torèutica non c’entra nulla con i tori, ma è l’arte di lavorare il metallo a incavo e a rilievo mediante cesello, sbalzo o incisione. Deriva dal greco toréuein “intagliare, cesellare” (Garzanti).
Andata e ritorno La disforia è l’opposto dell’euforia. Come euforia sta a indicare uno stato di ottimismo, contentezza, buon umore, così la disforia indica uno stato di depressione, angoscia, malumore, più o meno grave.
Le apparenze ingannano Il malvaccione è solo un altro nome, a prima vista forse meno gentile, dell’altea, pianta della famiglia delle Malvacee (da qui “malvaccione”), comunissima in Italia e in Europa centrale. Ha tutte le parti coperte da una lanugine bianco-grigia e fiori di colore bianco-rosso-porporino. È usata fin dall’antichità per le sue numerose proprietà curative e medicinali.
La bazzoffia è
cotta ma scotta? La bazzoffia è una minestra un po’ abbondante (per dire “allungata”) e grossolana, preparata con ingredienti rustici. Voce toscana, può voler dire anche un miscuglio disordinato di cose oppure uno scritto o un discorso lungo e confuso.
La voce del pavone
Per farsi ammirare C’è un verbo specifico: paupulare. Il pavone quando “parla” paupula. Non esiste il sostantivo corrispondente per indicare il verso caratteristico.
False
credenze L’efippiorinco esiste. È uno degli animali “scomparsi” dal Vocabolario ma tuttora viventi. È registrato da Devoto-Oli con questa definizione: «Sorta di cicogna dell’Africa tropicale comunemente detta cicogna dal becco a sella, poiché ha il becco lunghissimo, rosso, provvisto alla base di una larga espansione gialla a forma di sella; la testa, il collo, le ali e la coda sono neri, mentre il resto del corpo è bianco».
Nel Vocabolario
Tu guarda un po’ Il marà è un grosso roditore con lunghe orecchie, coda corta e pelliccia morbida, molto simile alla lepre, tanto che è chiamato la lepre delle pampas (vive nelle pianure dell’Argentina centro-meridionale) o lepre della Patagonia. Da una voce di origine sudamericana. Nulla a che fare con il marò, in gergo “marinaio” della Marina militare, in particolare dello speciale battaglione San Marco.
Strano rompicapo Trago effettivamente in greco significa “capro” (trágos), ma per uno di quei trasferimenti di significato non infrequenti nella storia delle parole, sta a indicare anche una sporgenza situata nel padiglione auricolare (degli esseri umani!) davanti al condotto uditivo esterno. Di fronte, sul lato opposto, è situato l’antitrago. Poiché il trago è spesso ricoperto di peli, da qui la similitudine con la barba del capro.
Bucato in
casa È decisamente “un po’ antiquato”, dopo il lavaggio in lavatrice, mettere il bucato sul tamburlano, che è un arnese a forma di tamburo, con un braciere sul fondo e una rete metallica sulla parte superiore, dove una volta si mettevano i panni ad asciugare.
Nel tuo cammino La redola è un sentiero erboso che attraversa un campo oppure un vialetto ghiaioso di un parco o di un giardino. È una voce di origine toscana.
Questione
teologica La dulìa e il culto di venerazione reso ai santi e agli angeli. Non bisogna “esagerare”, perché altrimenti si passa alla latrìa, ossia il culto di adorazione, che invece, secondo la teologia cattolica, va reso soltanto a Dio. Dulia è dal greco douleía “servitù”.
Preparazione fisica
Chi sarà mai l’auleta?
Sì, occorre allenamento per eseguire musica e tanto più per suonare uno strumento, come il flauto, che richiede anche fiato. L’aulèta (o aulète) è il suonatore di flauto. Dal greco aulētés, da aulós “flauto”. Il femminile, la suonatrice di flauto, è aulètride.
L’elegantone
Gli piace vestir bene,
è vanitoso, La pistagna è la striscia di tessuto o di pelliccia che ricopre il collo (o anche il risvolto dei polsini) di giacche e soprabiti. Si chiama pure pistagna il filetto, di solito in stoffa di altro colore, che orna la cucitura laterale dei pantaloni, i polsini e le spalline in alcune uniformi militari.
Bella spiegazione Il vivagno, detto anche cimosa, è ciascuno dei due bordi estremi di un tessuto che sono orditi più fitti perché abbiano maggiore resistenza e per impedire che la stoffa si sfilacci.
Chi parla così ha ragione. Andare, una volta all’anno, a trovare un amico e poi vedersi servire a pranzo e a cena il macco non è prova di calda ospitalità. Infatti macco sta a indicare un piatto di fave cotte e passate al setaccio, ma ha anche il significato di “minestra stracotta, poltiglia”.
Gusti
A chi piace crudo,
Il traffico, i gas,
l’inquinamento… Effettivamente questo “ritorno” è fin troppo originale, perché la draisina è, anzi era, l’antenata della bicicletta. Fatta tutta di legno, anche le ruote, non aveva pedali: bisognava spingerla appoggiando alternativamente i piedi sul terreno. Il nome draisina deriva dal suo inventore: il barone tedesco Carl Friedrich Drais von Sauerbronn (1785-1851).
Misurare le parole
Il tribometro?
Che cosa mai misura?
Il
termine “sfregatura” non è casuale. Infatti il tribometro è uno
strumento per la misurazione della resistenza all’usura di materiali
sottoposti ad attrito radente. Il nome deriva dal greco tríbein
(“strofinare”) e -metro.
Facile intuire che la caspa è la parte del tronco tagliato rimasta nel terreno, detta altrimenti ceppaia (da ceppo). Incerta l’etimologia di caspa.
Dubbi a catena Anche questa volta si tratta di due distinte parole. Entrambe indicano antiche unità di misura. Il rubbio (al plurale i rubbi o le rubbia) è una misura di superficie agraria, equivalente a poco più di 18.000 metri quadrati. Era in uso nel Lazio. La medesima parola, rubbio, plurale i rubbi o le rubbia, nell’Italia centrale indicava una misura di capacità per materiali sfusi (granaglie), equivalente a circa 300 litri. Il rubbo (plurale i rubbi) era invece, in varie città dell’Italia settentrionale, una misura di peso, con valori oscillanti tra 8 e 9 chilogrammi. Sono parole che spesso sopravvivono nel linguaggio locale.
Dubbio Si può dire in tutti e due i modi perché sono due parole diverse. La subbia è un grosso scalpello a punta piramidale per lavorare la pietra. Regionalmente la parola può indicare anche la lesina, l’attrezzo del calzolaio per forare il cuoio. Il subbio è la bobina cilindrica su cui è avvolto il filo nei telai per la tessitura o, in genere, un rullo su cui si avvolge qualcosa, filo o nastro o anche lo stesso tessuto prodotto dal telaio. Entrambe le parole ci vengono dal latino subŭla, connesso con sŭere “cucire”.
Una russa di moda La rubasca (russo rubaška) è la camicia caratteristica del costume maschile russo, con colletto alto, allacciatura laterale e cintura stretta in vita.
Prima di salir sul treno, Il nome esatto della città è Ascoli Piceno [da Piceni, nome di un’antica popolazione italica stanziata nella parte meridionale delle odierne Marche (De Mauro)]. Ma il vocabolario registra anche epiceno, che con piceno non c’entra nulla. Epiceno (in greco vuol dire “genere comune”) è un aggettivo per designare quei nomi che rimangono identici sia se riferiti al genere maschile, sia femminile. Ad esempio il preside, la preside, ma anche la guardia, la sentinella (riferibili sia a uomini che a donne); oppure, per gli animali, la balena, il leopardo, ecc.- Epiceno è sinonimo di “nome promiscuo”.
Prospettiva
a sbarre L’antanella è un’ampia rete verticale da caccia per la cattura di uccelli nei luoghi di passo. Il suo uso è proibito dalla legge sulla caccia.
Ho un vuoto di memoria,
un’amnesia,
La parola che identifica la cremnofobia
era già nel titolo e nel verso iniziale (“vuoto”). Infatti la
cremnofobia è la paura ossessiva del vuoto e dei precipizi. Dal
greco krēmnós “precipizio” e -fobia.
Nell’architettura gotica la ghimberga è il frontone alto, a forma triangolare, di palazzi o di chiese, spesso affiancato da due guglie. Dal tedesco antico wintberga, letteralmente “parte di costruzione protetta (bërgan ‘proteggere’) dal vento (wint)”.
Lingua alla marinara La dara è un termine marinaresco che, sulle navi a vela, sta a indicare l’insieme dei pezzi di riserva dell’alberatura.
Vendesi Il palamidone è un cappotto o un soprabito invernale lungo e largo. Non proprio uguale a quello con cui è di solito ritratto Napoleone, ma con qualche rassomiglianza (meglio diffidare dell’affermazione di questo venditore). In senso scherzoso palamidone può anche indicare uno spilungone allampanato e un po’ sciocco.
Ammirazione Questo ammiratore fa bene a piantare il … girasole, il cui nome scientifico è appunto Helianthus annuus. Elianto, dal greco hēlios,“sole”, e ánthos “fiore”, propriamente “il fiore del sole”, per Zingarelli è solo ed esclusivamente il girasole. Altri vocabolari specificano che è un genere di piante della famiglia delle Composite di cui fanno parte il girasole, il topinambur e altre specie.
La parola … persa
Il firmano è un decreto, un ordine scritto emanato dai sultani turchi. Dal turco ferman, a sua volta dal persiano farmān “ordine”.
Cattivo acquisto
Peccato! Un bel taglio di flanella
Si chiama chiarella (da chiaro) il diradamento della trama in una parte del tessuto dovuto a un difetto di tessitura
Un caso di (quasi) omonimia
Pietro l’Aretino?
L’aretino è
l’abitante o il nativo di Arezzo, come appunto il personaggio conosciuto
col nome di Pietro l’Aretino. L’eretino, invece, è l’abitante o
il nativo di Monterotondo, comune in provincia di Roma. Il termine è
registrato da Zingarelli e Garzanti. Deriva da Erētum, nome
dell’antica città dove poi sarebbe sorta Monterotondo.
Padroni duri Questo padrone è ingiusto. Per il suo asino, nel pomeriggio, uno spuntino ci starebbe bene per completare la profenda, che è la razione giornaliera di biada (o altro cibo) che si dà agli animali nella stalla.
Sincerità
Sarò sincero, Il bassarisco è un piccolo mammifero della famiglia dei Procionidi, con una lunga coda ad anelli bruni e bianchi alternati. Vive in America centrale e nelle regioni meridionali dell’America settentrionale. È molto ricercato per la pelliccia e perciò la sua specie è a rischio d’estinzione.
Rituale Il ritone è un grosso bicchiere per vino, a forma di corno, spesso terminante nella parte appuntita con una testa di animale, tipico dell’antica Grecia. I vocabolari registrano sia ritone, sia le forme rhyton o ryton, secondo la trascrizione della voce greca, derivata di rhêin “scorrere”.
Il pezzotto è un tipico tappeto della Valtellina confezionato con ritagli di stoffa di colori diversi e vivaci.
Che
cos’è la teleangectasia? La teleangectasia è un termine medico ma non è un’allergia, bensì la «dilatazione di un gruppo di piccoli vasi sanguigni che provoca la comparsa di fini ramificazioni rosse o bluastre sulla cute e sulle mucose» (Zingarelli). Registrate anche da altri vocabolari le varianti: telangectasia, telangettasia.
Approccio al vocabolo
Vai in galleria
Il riferimento alla galleria poteva
aiutare ad “attaccare” questo buttone, che altro non è se non un
puntello di legno usato per sostenere la volta delle gallerie. La
parola è propriamente l’accrescitivo di butta, “elemento dell’armatura
delle gallerie, in specie delle miniere, a forma di puntello inclinato”.
È un gigante forzuto, Il telamone (prendiamo da Sabatini-Coletti) è una: «Grande statua raffigurante un uomo, poggiante su un piedistallo, con funzioni di sostegno nella struttura esterna di edifici classici». Lo stesso dizionario e altri danno come sinonimo “atlante”, nel senso del gigante mitologico che sostiene sulle spalle la Terra.
Strano incontro
Mio zio un giorno l’ha incontrato L’incontro dello zio con il nomofilace non è avvenuto fisicamente, ma sulle pagine di uno studio (inteso come lavoro letterario, ricerca) di un vecchio magistrato. Non poteva essere diversamente, visto che il nomofilace era un personaggio della Grecia antica e cioè il magistrato incaricato di custodire il testo ufficiale delle leggi e di garantirne l’esatta interpretazione. La parola è registrata da De Mauro, Sabatini-Coletti, Zingarelli.
Sorpresa d'agosto Costui aveva più di una buona ragione per restare di stucco, perché lo zamberlucco non è certo l’abbigliamento più adatto e usuale per il mese di agosto, essendo una lunga e ampia sopravveste con cappuccio, un tempo usata dai turchi e da altri popoli orientali. Viene dal turco yağmurluk, propriamente “cappotto da pioggia”.
Getto pericoloso Sì, perché gettare lo spugnone, specialmente contro qualcuno, può essere un gesto pericoloso. Infatti lo spugnone non è una grossa spugna, ma una varietà di travertino, chiamato anche “pietra spugna”.
In trattoria
È usanza in questa trattoria Il riferimento alla polenta non è casuale. Infatti la tafferia è il piatto di legno largo e a bordo basso su cui viene versata la polenta. Nulla vieta di usarlo per altre pietanze, come la pizza, napoletana o d’altro tipo. Tafferia è parola di origine araba attestata in Italia fin dal 1340. La cita anche Manzoni.
*☻
Scioglindovinelli
per
i
più
piccoli
☻
*
FALSI ALTERATI
2
3
Soluzioni
MESCOLAMENTI Si tratta di facili anagrammi. Basta mescolare le lettere della parola in grassetto per ottenere, con l’aiuto della rima, la parola mancante (frutti e un ortaggio).
1
È vero. Il poliglotta conosce molte lingue e dunque sa che la lingua (o meglio il verso) del tacchino è il gloglottìo, dal verbo gloglottare che significa proprio fare glo glo come fa il tacchino.
Adesso completa tu: *
e ciò che dice il cavallo *
e ciò che dice il maiale *
e ciò che dice il topo *
e ciò che dice l’elefante *
Resta infine un vocione, *
↓
Soluzioni
*** |
|||||||||||
|
|
|||||||||||