N.
170
alcióne - 1)
Termine letterario, e un po’ ricercato,
per indicare il gabbiano o il martin pescatore. Viene dal
greco attraverso il latino.
campitùra
-
2)
In pittura, stesura uniforme del colore in uno spazio ben
delimitato della composizione; anche lo spazio così colorato. Nel
restauro s’intende l’operazione di ricoprire con tinte neutre le parti
distrutte. Anche la parte così ricoperta. Deriva da campo.
certosìna
-
X)
Tavolino rettangolare intarsiato d’avorio in uso nel tardo
Rinascimento. Deriva da certosino, perché in origine fatto dai
monaci. (Da Garzanti e Sabatini-Coletti; non tutti i vocabolari
riportano il termine).
fìmbria
-
1) Orlo
sfrangiato o balza ricamata che orna vesti eleganti o gonne. Dal
latino.
gallòria
-
2)
Allegria rumorosa, baldoria. Termine letterario. Derivato di gallo,
sul modello di baldoria.
ghirónda
-
1) Antico
strumento musicale a corde, azionato da una manovella che fa girare una
ruota di legno le cui tacche mettono in vibrazione le corde. Il suono è
modulato da una tastiera. Etimologia incerta. Forse dall’antico
girondare ”far girare”.
grigióne
-
1,
X) Abitante o nativo di un cantone della Svizzera, quello dei
Grigioni, ma anche
Piccolo mammifero dei
Mustelidi dal pelo grigio.
lanìsta
-
2)
Nella Roma antica, maestro, istruttore dei gladiatori.
lipemanìa
-
1)
Termine non comune per indicare uno stato di depressione, tristezza,
melanconia. Dal greco lýpē “dolore” e -mania.
meronimìa
-
X) Rapporto tra
due parole di cui una identifica una parte e l’altra l’intero. Ad
esempio ramo e albero. Dal greco méros “parte” e
-onimia.
strinatùra
-
1) Segno di
bruciatura lasciato sulla biancheria dal ferro da stiro.
tautogràmma
-
2)
Composizione o frase le cui parole incominciano tutte con la stessa
lettera. Dal greco táutós “lo stesso” e -gramma.
uzza
-
1) Aria
pungente, fresca. Brezza della sera o del primo mattino. È un termine
di origine toscana
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N.
169
caterinétta
- X)
Giovane sartina o modista. Voce piemontese di origine francese; da santa
Caterina d’Alessandria, patrona delle sarte.
guìggia
-
1) Striscia di
cuoio per reggere lo scudo o allacciare i sandali. Viene dal francese
antico guige.
quadrìsta
-
2)
Tecnico addetto ai quadri di controllo o di comando di un impianto o di
un’apparecchiatura
radìfero
-
2) Detto
di apparecchio o strumento che contiene prodotti radioattivi, di solito
usato per terapie mediche.
ràgna –
1,
2) Rete per catturare gli uccelli,
ma anche:
Insidia, tranello (in senso figurato).
ràia
-
X) Nome
arcaico o di uso regionale per indicare il pesce di mare comunemente
detto razza.
ràitro
-
1) Soldato tedesco a cavallo che militava al tempo delle guerre
civili in Francia e Fiandra nel Cinquecento. Dal tedesco Reiter
“cavaliere”.
scrìa -
2) O cria.
È sostantivo maschile o femminile di origine toscana per dire l’ultimo
nato di una nidiata o di una cucciolata (ma anche di una famiglia). Dal
disusato criare “creare”
scrìmolo
-
2, X) Margine
estremo, ciglio, ma
anche: Cresta montuosa
con un pendio dolce e uno a picco. Dal latino (di)scrīmen
“separazione”.
silèsia
-
X) Tessuto fino e lucido di cotone per fodere. Da Silesia,
nome latinizzato di Slesia, la regione da dove proveniva questa stoffa.
silicìo
-
2)
Elemento chimico non metallico
(simbolo Si), molto diffuso in natura. È usato soprattutto in
elettronica come semiconduttore.
siliquàstro
-
1)
Albero con fiori rossi a
grappolo e frutti a forma di siliqua, detto anche “di Giuda”, perché
secondo la tradizione vi si sarebbe impiccato Giuda.
tappóne
-
2) Nel ciclismo tappa lunga e impegnativa, di solito su un percorso
di montagna. Accrescitivo di tappa.
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